dal 21 giugno al 5 luglio 2009
GALLES ED ISOLA DI MAN
…diario di viaggio del "Grigione"…

vista gruppo

29 giugno 2009 …un esempio

Bore da (buon giorno), sut me? (come va?), da (bene) dtolch (grazie). Eh sì ragazzi, siamo in Cymru (Galles, pronuncia Chemri). Dovreste andare un po’ a ysgol (scuola) e non sempre al cafi i siopi (bar e negozi). E quando venite qui, andate araf (slow, piano), perché c’è la heddlu (polizia).

Insomma non c’è male. Bilinguismo come in Alto Adige o in Catalunya.

Oggi giornata esagerata, prima metà con calma, seconda un po’ alla giapponese per voler vedere troppe cose. Ah ho letto sui giornali da un benzinaio che qualche giorno fa è morto Michael Jackson. Eh sì, comincio a perdere la cognizione del tempo. Che dire, quanto talento sprecato! Continuo a non rendermi conto sul serio di essere qui davvero e di aver fatto tutto questo in poco più di una settimana: sarà mica tutto un fotomontaggio? O sono su scherzi a parte?

Oggi mi sono proprio massacrato, su e giù per il nord del Galles, visto un po’ di castelli (più di 400 in Galles), suggestivi quelli del 1200 fatti costruire da Edoardo I solo per impressionare i gallesi ribelli dell’epoca: Conwy in particolare, peccato non averlo potuto fotografare da una posizione sopraelevata, non c’era posto per fermare la moto.

In occasione della prima visita (Beaumaris) il proprietario della gelateria dove ho fatto una sosta, si è offerto di tenermi tutto l’anbaradan per permettermi una visita più confortevole, visto soprattutto il caldo che continua. La amo sempre di più questa gente, Wales in my heart forever.

Non ho potuto evitare la visita kitsch del paese con il nome più lungo del Galles o forse del mondo, versione ridotta Llanfairpg, che vuol dire “Chiesa di St. Mary nel tronco scavato di un bianco nocciolo vicino ad un mulinello d’acqua e chiesa di St. Tysilio vicino ad una grotta di pietra rossa”. Ma dai era così chiaro!

L’unica pecca di questi posti è che dopo le 18 scatta una specie di coprifuoco, perfino per i ristoranti. Perciò occhio! Un paio di cose ancora e poi prometto di chiudere le note di questa giornatona. I bikers indigeni si salutano con un cenno del capo, quindi niente lampeggi, segno a V delle dita o gambetta di fuori…

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